La Messa “In Coena Domini”: segni di amore che parlano al cuore
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Nella serata del Giovedì Santo, il nostro Santuario si è riempito di raccoglimento e intensa partecipazione per la solenne celebrazione eucaristica “In Coena Domini”, presieduta dal nostro parroco don Nino Pangallo. Una liturgia tra le più ricche e suggestive dell’intero anno liturgico, capace di parlare attraverso segni profondi e gesti carichi di significato.

La celebrazione si è aperta con la presentazione degli oli santi, benedetti dal Vescovo nella Messa Crismale: l’olio dei catecumeni, segno di forza per coloro che si preparano al Battesimo; l’olio degli infermi, conforto e sollievo nella malattia; e il sacro Crisma, profumato e solenne, utilizzato nei sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Ordine, simbolo della consacrazione e della pienezza dello Spirito Santo. Tre oli che raccontano la vicinanza di Dio in ogni fase della vita cristiana.

Particolarmente toccante è stata la lavanda dei piedi, gesto semplice e allo stesso tempo profondissimo, che ha rievocato l’amore umile e concreto di Cristo. Nel silenzio carico di emozione, il nostro parroco ha ripetuto il gesto di Gesù che si china davanti ai suoi discepoli, insegnandoci che la vera grandezza si manifesta nel servizio. È stata una scena di grande bellezza spirituale, capace di parlare più di mille parole.

A seguire, la celebrazione si è conclusa con la processione eucaristica verso l’altare della reposizione. In un clima di silenzio e adorazione, il Santissimo Sacramento è stato accompagnato solennemente, mentre i fedeli, con passo lento e cuore raccolto, hanno seguito Gesù nel mistero della sua offerta. Un momento che invita ciascuno a vegliare e a rimanere accanto al Signore nell’ora della prova.
Durante l’omelia, don Nino ha offerto una riflessione intensa e profondamente umana: all’Ultima Cena erano presenti tutti gli apostoli, senza esclusione. C’era Giuda, il traditore; c’era Pietro, che di lì a poco avrebbe rinnegato; c’era Giovanni, il discepolo amato, che posa il capo sul petto di Gesù; e c’era Tommaso, l’incredulo. In quella tavola siamo rappresentati tutti noi, con le nostre fragilità, i nostri slanci d’amore, i nostri dubbi e le nostre cadute. Eppure, il Signore sceglie di amarci e di donarsi a ciascuno senza riserve.

La serata si è poi conclusa con una toccante e sentita veglia di adorazione eucaristica, preparata con cura dal nostro seminarista Manuel Pugliatti. Un momento di intima preghiera, in cui la comunità ha potuto sostare accanto al Signore, lasciandosi avvolgere dal suo amore silenzioso.
Il cammino del Triduo Pasquale continua ora con la giornata del Venerdì Santo, giorno della Passione del Signore, in cui saremo chiamati a contemplare il mistero della croce, segno supremo dell’amore che salva.



