Pellegrini in cammino tra fede, bellezza e fraternità
- Admin
- 17 ore fa
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Nella giornata del 1° giugno, la comunità del Santuario di San Paolo alla Rotonda ha vissuto un’intensa e gioiosa esperienza di fede e condivisione con una gita-pellegrinaggio che ci ha condotti verso uno dei più suggestivi santuari mariani del Sud Italia: il Santuario di Tindari.
Partiti di buon mattino proprio dal nostro Santuario, abbiamo intrapreso il viaggio con entusiasmo e serenità.
Il tragitto è stato tranquillo e piacevole, accompagnato dal primo caldo pre-estivo che ha reso ancora più gradevole il clima di questa giornata speciale.
Giunti a Tindari, siamo stati accolti dalla bellezza del luogo e dalla profonda spiritualità che lo caratterizza.

Qui il nostro parroco, don Nino, ha celebrato la Santa Messa, affidando alla Vergine Maria tutti i presenti e l’intera comunità parrocchiale. È stato un momento intenso e partecipato, vissuto nel raccoglimento e nella gratitudine.
Ma questa giornata non è stata solo occasione di preghiera, bensì anche un’esperienza autentica di fraternità. Il bello dello stare insieme si è manifestato nei sorrisi, nelle chiacchiere, nella semplicità dei gesti condivisi: segni concreti di una comunità viva, che cresce anche attraverso momenti come questi.
Nel pomeriggio ci siamo spostati a Santo Stefano di Camastra, rinomata eccellenza dell’arte ceramica. Qui la “truppa” si è lasciata conquistare dalle tante botteghe dei maestri ceramisti, dando spazio a curiosità e acquisti tra colori, forme e tradizione. Un momento leggero e vivace, che ha aggiunto ulteriore bellezza alla giornata.

Dopo un rinfrescante gelato, che ha regalato una pausa piacevole e conviviale, abbiamo fatto ritorno verso casa, portando con noi il ricordo di una giornata ricca di emozioni.
L’armonia vissuta, la gioia dello stare insieme e la semplicità di ogni momento condiviso ci ricordano quanto sia bello essere comunità. Esperienze come questa rafforzano i legami, alimentano la fede e rendono ancora più significativo il nostro cammino comune.
Perché è proprio in giornate come queste che si riscopre il valore autentico del “fare comunità”.



