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Un mese per imitarne le virtù

Sac. Simone Vittorio Gatto

Parroco San Paolo Apostolo Reggio Calabria

Dentro i contorni di un tempo pasquale che continua a orientare i nostri cuori verso i beni del cielo, “dove è Cristo assiso alla destra di Dio” (cf. Col 3,1-2), ci disponiamo a vivere il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Beata Vergine Maria.

Nella pietà popolare è forte la centralità della preghiera mariana la quale, oltre a muovere le intime corde del cuore, sospinge verso scelte più convinte e radicali in favore del Vangelo.

Grandi poeti, musicisti e pittori hanno cercato di consegnare alla storia il volto e la sensibilità di Colei che riconosciamo come “la Vergine figlia di Sion” (Is 37,22); “la più bella tra tutte le donne” (cfr. Sal 44,12); “la donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1).

In lei, Dio Padre, ha posto il suo compiacimento: “ha guardato all’umiltà della sua serva” (Lc 1,48); l'ha voluta “piena di grazia” (Lc 1,28); l'ha avvolta “con la sua ombra” (Lc 1,35) e resa “madre del Salvatore” (Lc 1,31), genitrice dell’atteso dalle genti, davanti al quale anche i “re si chiuderanno la bocca” (cf. Is 52,15).

Conformare la nostra vita al vissuto della Vergine Madre comporta un vero e proprio rinnovamento nello sguardo e nel pensiero, un passaggio dalla sensorialità alla contemplazione!

Ma cosa dice a noi la devozione mariana, tanto cara al popolo di Dio? Non è da reputarsi improprio il pensiero che Maria, proprio per il suo essere donna e madre, sia da tutti riconosciuta come un rifugio sicuro, presenza certa, capace di capire e consolare i suoi figli.

In lei, ancora, tutti i misteri della vita umana sono assunti, elevati e svelati: conosce la fatica della vita sociale e domestica; ha esperito la fuga dal proprio paese e il sollecito farne ritorno; ha conosciuto lo sguardo pregiudizievole dei suoi contemporanei, così differente da quello di Giuseppe, grandioso nel crederne l’onorabilità; è madre che ha conosciuto e compreso il mondo del giovane Gesù; è discepola dell’unico che può essere realmente chiamato “maestro sulla terra”; è donna che ha adempiuto la legge del Signore; è sposa che ha messo in atto le migliori virtù che fanno grande la casa; è madre che ha visto morire il proprio figlio.

In Maria, senza esitazione, il popolo dei credenti ha la convinzione di trovare una mediatrice potente, e una madre capace di intercedere presso il figlio, come un tempo per gli sposi a Cana. La sua natura attenta è garanzia che, ancora oggi, vorrà provvedere quando il vino della gioia viene a mancare o quello dell’amore si altera.

Il mese di maggio, dunque, si presenta come una grande opportunità per riconsiderare il nostro rapporto con la più tenera delle madri. Non è solo un invito a pregarla di più ma a tenerla maggiormente in considerazione, per esaltarne le virtù e imitarne l’eroicità.

Come modello della Chiesa, e stella del mattino che annuncia il giorno, rimane fonte d’ispirazione e via sicura per giungere a Cristo, ricordando che la nostra destinazione ultima è la gloria degli angeli e dei santi.

Con le parole della Salve Regina popolare, devotamente elevate al cielo da tante anime credenti, chiediamo anche noi che ci porti soccorso “dai nemici nostri... e poi l’eterna gloria in Paradiso”. Amen!

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