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Devastata la sede della Fondazione "Falcomatà".Il messaggio di solidarietà e di condanna del Parroco



Apprendiamo da una diretta Facebook del Sindaco Giuseppe Falcomatà che ignoti hanno devastato la sede della Fondazione intitolata al compianto Italo Falcomatà.

Il gravissimo gesto ha subito avuto una risonanza in tutta la città, lasciando sgomenti l'intera comunità reggina, che da sempre ha visto il suo Sindaco, prematuramente scomparso, quale testimone di speranza, di rinascita e riscatto sociale.

Sposiamo a pieno quanto detto dal Sindaco Giuseppe Falcomatà nel suo toccante messaggio «Non avete offeso la memoria di papà, non avete soltanto fatto dei danni alla fondazione che porta il suo nome, non avete offeso solo la nostra famiglia. Avete offeso una città. Avete offeso la storia della città, i cittadini di Reggio, un pezzo importante di un patrimonio culturale, politico e amministrativo che appartiene a tutti noi».

Anche il nostro Parroco, Mons. Giacomo D'Anna, ha voluto esprimere la propria solidarietà e ovviamente di tutta la comunità parrocchiale da lui rappresentata, inviando il messaggio al Primo Cittadino che pubblichiamo in maniera integrale:

«Onorevole sig. Sindaco,

apprendo con grande rammarico l'episodio deplorevole dei diversi atti di vandalismo perpetrati a danno della sede della Fondazione "Italo Falcomatà" di via Reggio Campi. Non posso a nome mio personale, e dell'intera comunità parrocchiale San Paolo alla Rotonda, non rappresentarVi sentimenti di profonda vicinanza e cordiale solidarietà, e nello stesso tempo di condanna per lo spregevole gesto di vile barbaria, compiuto non tanto e non solo nei confronti di un ambiente, che comunque resta degno di ammirazione per quello che rappresenta da ogni punto di vista, ma anche di quelli di tutta la civica amministrazione e dell'intero buon popolo di Reggio. Come cittadini del territorio, dove l'infelice gesto si è verificato, ci sentiamo anche noi offesi e umiliati, ci auguriamo che vengano presto individuati i vigliacchi responsabili e consegnati alla giustizia, per avere quello che davvero meritano, oltre che al nostro disappunto e disprezzo. Coraggio Sindaco, andate avanti, andiamo avanti, la sede risorgerà più bella e accogliente, e continuerà a portare avanti la sua lodevole opera culturale, politica e sociale, da sempre svolta nel nome e sull'esempio del grande e impareggiabile "personaggio", nonché indimenticabile nostro "primo cittadino", al quale la sede è titolata. Cordiali deferenti saluti a voi e alla vostra famiglia».





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